venerdì 24 luglio 2015

LE GUARDIE ECOZOOFILE DI FAREAMBIENTE

Le GUARDIE ECOZOOFILE sono guardie giurate nominate dal Prefetto e/o dalla Provincia e svolgono un servizio operativo disgiunto da quello dell’Associazione (quest’ultima ne richiede semplicemente la nomina nella veste di soggetto giuridico impersonale dagli interessi diffusi). Dette guardie si contraddistinguono per l’univoca capacità di relazionarsi solo alle norme di diritto e dispiegano una autonoma attività di vigilanza e verbalizzazione (possedendo esclusiva caratterialità pubblicistica) e sono poste alle dipendenze funzionali dell’Autorità Giudiziaria.
L’AMBITO OPERATIVO
Dette guardie giurate devono “assicurare con una costante vigilanza la difesa delle acque, dell’atmosfera, del suolo e del sottosuolo nonchè dei terreni agro-forestali dall’inquinamento, onde eliminare o ridurre i fattori di squilibrio o di degrado ambientale ” (e ancora “il compito degli addetti a tale funzione non deve limitarsi al solo accertamento e alla repressione degli illeciti in materia di caccia ma deve estendersi ad una sorveglianza generale in relazione alla tutela dell’ambiente, della fauna e delle coltivazioni agricole”) ovvero su tutte le “norme relative alla protezione degli animali in genere e senza limitazioni di sorta”.
Recitano così alcune delle più importanti leggi che individuano e delineano i compiti di vigilanza delle c.d. guardie giurate ECOZOOFILE.
A questo primo importante e vastissimo quadro di operatività vanno aggiunti altri compiti di vigilanza che norme “satellite” affidano alle guardie giurate ECOZOOFILE (raccolta funghi, tartufi, tutela dei laghi e dei corsi d’acqua, tutela ulivi monumentali, aree naturali protette, edilizia, ecc.).
LO STATUS DI PUBBLICO UFFICIALE
La guardia giurata ecozoofila è Pubblico Ufficiale poiché svolge funzioni di esclusivo interesse pubblico (ambiente, tutela della fauna selvatica e degli animali, ecc.). Anche per questo motivo presta un giuramento diverso da quello invece effettuato dalle guardie giurate degli istituti di vigilanza. Va ricordato che la Suprema Corte di Cassazione con sentenza n. 9722/98 ha statuito che “essendo per legge addette a prevenire la commissione di illeciti in danno dei beni inerenti la tutela dell’ambiente, affidati alla loro vigilanza o custodia, nell’ambito dell’esercizio di tale specifica funzione sono pubblici ufficiali a tutti gli effetti”. Va ricordato che i verbali così redatti hanno fede privilegiata e valgono fino a querela di falso (art. 2700 del Codice Civile).
LA QUALITÀ DI POLIZIA GIUDIZIARIA

Nel tempo molto controversa è stata la questione relativa alla qualità di Polizia Giudiziaria (artt. 55 e 57 c.p.p.) derivante dal ruolo svolto dalla guardie giurate ECOZOOFILE. Se da un lato alcune Autorità amministrative negavano tale qualità (e non si è mai compreso su quale base giuridica) dall’altro, l’Autorità giudiziaria penale ha riconosciuto tali compiti (poiché la qualità di Polizia Giudiziaria poggia sostanzialmente sulla valorizzazione del dato funzionale ed organizzativo a prescindere dal dato formale).
Attualmente la qualità di Polizia Giudiziaria viene assegnata direttamente dalla legge, superando di fatto le interpretazioni che spesso trovavano sostegno più nel gusto del pour parler che nell’analisi dei compiti realmente svolti da dette guardie, le quali, da un lato si esponevano contro bracconieri e sporcaccioni di ogni genere e, dall’altro, rischiavano di veder vanificato il proprio lavoro (se non perfino doversi difendere in tribunale da accuse infondate e ingiuste).
Oggi il nucleo di P.G. delle guardie giurate ECOZOOFILE svolge attività di propria iniziativa, cura le indagini delegate dall’A.G. e pone in esecuzione misure cautelari dalla stessa emanate.
Và ribadito che a differenza delle Guardie Venatorie delle associazioni di caccia, le Guardie Ecozoofile esercitano di fatto e di diritto la vigilanza venatoria ed ittica senza nessun’altra ulteriore condizione o riconoscimento, essendo alle stesse già riconosciuto tale potere dalla Legge vigente in materia.
LA QUALITÀ DI POLIZIA AMMINISTRATIVA
La polizia amministrativa è definita un’attività che si esplica attraverso la regolamentazione di determinate attività: il rilascio di permessi per lo svolgimento delle medesime, l’imposizione di sanzioni amministrative in caso di violazioni. In altri termini la polizia amministrativa è una funzione caratterizzata da un complesso di poteri attribuiti alla pubblica amministrazione per garantire da turbative lo svolgimento della normale attività amministrativa.
Le guardie giurate ECOZOOFILE sono polizia amministrativa (DLGS 112/1998 – DPCM 12/09/2000 – art. 13, comma 4, legge 689/81) e hanno in tale contesto i poteri di cui all’art. 13 della legge 689/81, ovvero possono “…assumere informazioni e procedere a ispezioni di cose e di luoghi diversi dalla privata dimora, a rilievi segnaletici, descrittivi e fotografici e ad ogni altra operazione tecnica. Possono altresì procedere al sequestro cautelare …”.
La normativa può variare da regione a regione.

Progetto mini-rigassificatore: nasce “Cittadini per il Golfo

Progetto mini-rigassificatore: nasce “Cittadini per il Golfo”
Il comitato opererà nella scia del Gruppo di lavoro che aveva raccolto 9 mila firme sulle 26 osservazioni inviate al ministero dell’Ambiente relative al piano Smart IL PICCOLO di Tiziana Carpinelli
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01 dicembre 2014
La presentazione del comitato "Cittadini per il golfo"
DUINO AURISINA. Nasce “Cittadini per il Golfo”, la nuova realtà associativa con probabile sede ad Aurisina che sorgerà sulla scia dell'operato del Gruppo di lavoro, promotore di 26 osservazioni, corredate da 9 mila firme, indirizzate al ministero dell'Ambiente per fronteggiare il progetto Smart gas, vale a dire il terminale di stoccaggio, rigassificazione e distribuzione di gnl in zona Lisert, a Monfalcone. L'associazione, che avrà un presidente, un segretario e ogni figura prevista da statuto (ancora tutti da individuare e nominare), in sostanza si prefigge il compito di cercare alternative alla proposta formulata dal privato, studiarla e informare la popolazione su ciò che si intende realizzare in golfo.
Ne faranno parte singoli cittadini, sodalizi e organizzazioni di vario tipo, dalle società nautiche ai miticoltori, passando per Comunelle, albergatori e operatori turistici.
La notizia è emersa a seguito di una riunione avvenuta sabato al Centro congressi del Castello, presente il principe, dove si sono dati appuntamento i componenti dell'ormai noto Gruppo di lavoro per l'analisi e la redazione delle osservazioni e opposizioni allo Studio di impatto ambientale presentato da Smart Gas. L'iniziativa, organizzata in composizione allargata e assieme ad alcuni rappresentanti di realtà associative delle aree goriziana, monfalconese e triestina, ha avuto come ordine del giorno appunto la decisione di istituire l'associazione “Cittadini per il Golfo”, che d'ora in avanti, come spiega l'architetto Danilo Antoni per il Gruppo di lavoro, “seguirà e organizzerà tutte le attività connesse alla problematica ambientale e culturale dei golfi di Trieste e Panzano e della costa e altipiano carsici”.

Nella mission del sodalizio l'istituzione di un sistema informativo adeguato. Come detto vi prenderanno parte, secondo quanto annunciato, “cittadini, istituzioni e organizzazioni provenienti da tutta la regione e anche da fuori”. «È stato proposto – sottolinea Antoni, storico consulente del principe - un tipo di organizzazione che renda possibile l'acquisizione di finanziamenti e aiuti per le attività di informazione e ricerca, teso a promuovere proposte alternative ai continui tentativi di forzare idee palesemente contrastanti con contenuti e caratteristiche della zona costiera carsica».
Nella seconda parte della riunione sono state comunicate notizie sull'attività svolta dal Gruppo, riferendo del parere espresso, e recentemente acquisito, dalla Soprintendenza ai beni paesaggistici, culturali ed architettonici del Fvg, comunicata ai Ministeri. «Durante la riunione - così Antoni - si è constatato che le integrazioni e gli aggiustamenti del progetto annunciati in qualche intervista dal rappresentante Smart Gas, con costi descritti e ammessi in 500 mila euro per il solo ambito della cassa di colmata, non potranno superare i contenuti del parere contrario citato o degli altri pareri già presenti nel procedimento. Si è preso atto inoltre delle affermazioni del proponente che, in caso di impossibilità a poter offrire un prezzo scontato del 10% del gas, abbandonerà il procedimento e progetto. Ciò conferma tutte le perplessità (e osservazioni) legate al fatto che lo Studio dovrebbe, vista la particolare valenza commerciale  della proposta, essere composto anche da un congruo elaborato con contenuti e argomentazioni di carattere economico».

La denominazione, i programmi e il logo dell'associazione verranno comunicate in una conferenza stampa che sarà indetta a giorni.

RISPETTIAMO IL MONDO SOPRA E SOTTO DAL 31 LUGLIO A DUINO


lunedì 15 giugno 2015

Gnl, in settimana la consultazione sul Piano strategico

Staffetta Quotidiana 15 giugno 2015
di V.R.

Gnl, in settimana la consultazione sul Piano strategico

L'annuncio del dg Dialuce alla ConferenzaGnl

Gas Naturale - GPL - GNL
“Italia in vantaggio rispetto agli altri Paesi Ue. Gnl come risorsa per tutto il Paese”. Sulla tassazione: “sarà premura del governo dare certezza agli investitori”. Il Piano pronto entro la fine dell'anno. La piattaforma Gnl per il Mediterraneo e l'hub del gas.
Entro fine anno verrà varata la Strategia relativa al Gnl, in settimana sarà disponibile sul sito del ministero dello Sviluppo economico il documento di consultazione per coinvolgere gli stakeholders nel processo decisionale. Alla seconda giornata della Conferenza Gnl tenutasi la scorsa settimana a Roma, Gilberto Dialuce, direttore generale del Mise, ha dato l'annuncio ufficiale: “Giovedì a Bruxelles si è svolto un incontro per discutere del lancio di una piattaforma Gnl. L'iniziativa, nata durante il semestre della presidenza italiana, vuole creare lo scambio tra le due sponde del Mediterraneo in tre diversi settori, tra cui il gas, per mettere insieme i vari stakeholders dai 28 Paesi dell'Unione e dai Paesi della sponda Sud del Mediterraneo. Quale sarà la novità? Mettere insieme chiunque abbia a che fare con la distribuzione del gas per stabilire delle strategie comuni e creare il tanto discusso hub. Uno dei settori che verrà sviluppato e di cui si è discusso nell'incontro di ieri è anche quello dell'Lng, per cui si cercherà di sfruttare al meglio le risorse come quelle collegate a Istmè, da Israele, Cipro e Libano, ipotizzando anche un sistema di rigassificazione. A tal proposito – ha continuato Dialuce – colgo l'occasione per annunciare che stiamo per varare un documento di consultazione per una strategia nazionale dell'Lng”. 
Il documento, alla cui stesura ha partecipato anche Eni, è ormai sostanzialmente pronto: “sarà disponibile entro la settimana prossima (questa, ndr) - ha spiegato Dialuce - e darà la possibilità di fare una consultazione a livello nazionale, per poter poi definire una vera e propria strategia nazionale comprendente obiettivi concreti e poi si opererà come venne fatto due anni fa per la strategia energetica. Verranno fatte considerazioni che confluiscano sulla discussione di come agire per la metanizzazione dell'Italia”. Molti i nodi da sciogliere prima di varare la strategia: “Ci sono esigenze di logistica per sfruttare questa risorsa nei trasporti marittimi e terrestri. Si stanno studiando le possibilità per creare un progetto pilota. Non avrebbe senso sviluppare i trasporti Lng solo in una piccola parte del Paese, ha significato solo se ci si muove in modo complessivo, pensando anche a un sistema distribuito per il mercato interno. Sulla base del documento che verrà prodotto l'Italia si troverà in una posizione di vantaggio rispetto agli altri paesi europei che ancora non hanno una strategia simile”.
Rispondendo alla richiesta di maggiori dettagli in termini di tempi da parte di Sabrina Scotti, di Eni, Dialuce ha comunque ribadito la necessità di non avanzare da soli: “Per quanto riguarda i tempi dell'effettivo sviluppo dell'Lng sarà necessario coordinarsi con gli altri Paesi, soprattutto con quelli dell'area Adriatica. La strategia punta a essere approvata entro la fine di quest'anno, anticipando, ad esempio, le scadenze previste dalla normativa sulla riduzione delle emissioni di zolfo”. Lo sviluppo della strategia sarà graduale: “pubblicata entro la fine di quest'anno si confronterà con le difficoltà degli investitori, e lo Stato proporrà delle condizioni credibili, partendo da un approccio dal basso”. Sergio Garibba, moderatore, ha chiesto se verrà costituito uno strumento di governance ad hoc o se la consultazione verrà reiterata: “Più che a uno strumento di governance pensiamo di attuare un sistema di monitoraggio biennale”. Dialuce ha poi risposto in merito alla tassazione: “ Ci sono delle variabili esogene del prezzo dell'Lng, sulle quali non possiamo agire. È stata sollevata la questione della tassazione, il metano da trasporto infatti si regge su una tassazione favorevole, ma l'ipotesi di una modifica a livello europeo si è ormai arrestata. Sarà premura del governo dare certezza gli investitori”.
Alberto Pototsching, direttore dell'agenzia dei regolatori europei, oltre ad aver sottolineato l'importanza di garantire che il mercato sia diversificato e privo di distorsioni, ha ribadito la necessità di un'iniziativa congiunta: “Gli obiettivi sono necessariamente a livello europeo, perché per creare un mercato interno è necessario che le iniziative dei governi siano coerenti. Il nostro punto di riferimento principale sono gli obiettivi dell'Unione. In campo energetico l'aspetto regolatorio verrà fissato nei prossimi tre-cinque anni, confido che le strategie nazionali siano coerenti con il quadro che si designerà”.

sabato 23 maggio 2015

"LA PROVINCIA DI TRIESTE AL RIGASSIFICATORE DI MONFALCONE HA DETTO NO"

sabato 23 maggio 2015

"LA PROVINCIA DI TRIESTE AL RIGASSIFICATORE DI MONFALCONE HA DETTO NO"


Romita e Grizon: "situazione sospetta, vogliamo verificare se ci sono responsabilità o se sono ravvisabili dei reati sull'operato del CTR"

"Le pubbliche amministrazioni parlano per atti e gli atti della Provincia in merito ai pareri sul rigassificatore di Monfalcone sono sempre stati caratterizzati da una vera e propria pioggia di osservazioni critiche e di perplessità". 
Commentano così il recente pronunciamento del Comitato Tecnico Regionale Massimo Romita, capo gruppo del Pdl a Duino Aurisina e consigliere provinciale e Claudio Grizon capo gruppo Pdl a Palazzo Galatti in merito al progetto dell'imprenditore Vescovini di Smart Gas.
"Sono rimasto allibito quando ho visto il verbale della riunione del Comitato - aggiunge Romita - in quanto, come confermato dal dott. Ravalli che rappresentava da uditore la Provincia a quella riunione, e dal l'assessore Vittorio Zollia, pare che le dichiarazioni siano state riportate con una fedeltà perlomeno dubbia se non errata e forse è stato pure travisato il parere del consiglio". 
"Chiederemo all'assessore Zollia - prosegue Grizon - che sia valutata la possibilità di adire alle vie legali per verificare le responsabilità in merito all'errata stesura del verbale che ha modificato il senso di quanto deliberato dal consiglio provinciale".
"Vogliamo che sia fatta luce su questa vicenda - concludono Grizon e Romita - e che si individuino eventuali errori o reati commessi con gli atti adottati dal Comitato Tecnico Regionale (e a tal fine proporremo gli atti necessari) che ha dato il suo ok al rigassificatore da sempre sostenuto dalla giunta Serracchiani".

domenica 14 settembre 2014

SUL RISASSIFICATORE DI MONFALCONE PIOGGIA DI OSSERVAZIONI DELLA PROVINCIA DI TRIESTE

SUL RISASSIFICATORE DI MONFALCONE PIOGGIA DI OSSERVAZIONI DELLA PROVINCIA DI TRIESTE

Grizon e Romita (Pdl): “voteremo la delibera con le osservazione perché sembra incredibile che alcuni, presentando certi progetti, continuino a considerare il golfo di Trieste come la “pattumiera dell’Alto Adriatico” che invece ha una vocazione turistica”.
“Sul progetto del rigassificatore della Smart Gas – sottolineano Claudio Grizon e Massimo Romita consiglieri del Pdl in Provincia – oltre a quelle dei cittadini e dei comitati, piovono una marea di osservazioni e perplessità anche da parte della Provincia di Trieste che il nostro gruppo farà sue votando la delibera predisposta dagli uffici”.
“Sembra incredibile che alcuni – commentano amareggiati i consiglieri – presentando certi progetti, continuino a considerare il golfo di Trieste come la “pattumiera dell’Alto Adriatico” che invece ha una vocazione turistica”.
“Sono stati rilevati problemi e criticità d’ogni tipo – spiegano gli esponenti di centrodestra – a partire dall’impatto sull’ambiente e sulla sicurezza della movimentazione navale e terrestre, per passare ai rischi sui limiti alla circolazione portuale e alle possibili ricadute negative sulla portualità regionale e sul sistema dei trasporti”.
E’ necessaria la Valutazione Ambientale Strategica ed emerge che il progetto non può essere conseguente alle infrastrutture definite dalla Strategia Nazionale o dal Piano Energetico Regionale. Infatti non risulta dimostrata l’esigenza di un nuovo impianto di rigassificazione nelle acque costiere dell’Adriatico settentrionale ed inoltre la presenza di un nuovo impianto non incide direttamente su un’eventuale riduzione del costo del gas.
Questo progetto poi dovrebbe essere valutato in base alla “legge Seveso” secondo la quale il progetto deve essere sottoposto all’attenzione della popolazione. Le attività previste poi devono essere misurate anche rispetto alle interazioni con insediamenti umani, portualità, pesca e nautica che devono essere analizzati in termini di compatibilità ambientale.
“Viste le ridotte dimensioni dell’impianto – evidenziano Grizon e Romita – i costi unitari di realizzazione e gestione risultano alti, mentre la Smart Gas si proporrebbe curiosamente di fornire GN a prezzi inferiori a quelli attuali di mercato”.
“Ci è parso di cattivo gusto – concludono i consiglieri del Pdl – il tentativo della società proponente di condizionare l’approvazione del progetto lasciando intendere che la Cartiera Burgo, che è in procinto di ridurre sensibilmente gli occupati, potrebbe ottenere grossi risparmi dall’insediamento del rigassificatore sottacendo che, qualora andasse a buon fine, queste economie potrebbe realizzarle sono fra diversi anni al momento dell’avvio dell’impianto, speculando così sull’emotività delle persone e sulla testa dei lavoratori”.

Il principe si schiera con il “no” al mini-rigassificatore

Il principe si schiera con il “no” al mini-rigassificatore
Riunione al Castello di Duino ospitata da della Torre e Tasso. Messe nero su bianco 26 osservazioni sul progetto Smart Gas che dovrebbe sorgere al Lisert : «E altre ne seguiranno a giorni»di Tiziana Carpinelli
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14 settembre 2014
Una veduta del castello di Duino; sullo sfondo, Monfalcone
DUINO AURISINA. Centocinquanta persone, venerdì sera, hanno aderito all'invito promosso dall'autonominato “Gruppo di lavoro”, che si prefigge di dare filo da torcere al mini-rigassificatore. L'incontro, pubblicizzato sui social network e col volantinaggio, si è svolto al Centro congresso del Castello (la proprietà ne ha concesso gli spazi) e ha visto la sala piena, mentre al microfono si alternavano gli interventi del moderatore Luca Marcuzzi, segretario di Sua altezza Serenissima, del presidente della locale Comunella Vladimiro Mervic e dell'architetto e urbanista Danilo Antoni. Ma anche altri hanno espresso opinioni, come il maestro Stefano Sacher, la biologa Elena Rojac, il presidente di Fare ambiente Fabio Coretti e l'architetto Paolo Giangrande.
Il Gruppo di Lavoro (composto da una decina di residenti tra Medeazza e Duino), secondo quanto spiegato al pubblico, presenterà in questa fase iniziale dell'iter di Via del progetto Smart Gas delle osservazioni. «Per ora – ha precisato Antoni – sono 26, ma la settimana prossima ne perfezioneremo di ulteriori». I cittadini, in via autonoma rispetto al percorso intrapreso dal Comune - che come ente confinante inoltrerà alla Regione un proprio parere (non vincolante) sull'iniziativa privata -, possono esprimere osservazioni. «Ma devono inviarle direttamente al Ministero dell'Ambiente», ha sottolineato il sindaco Vladimir Kukanja, presente solo in veste di ascoltatore (c'erano tra gli altri anche Veronese, Brecelj, Cunja, Ret, Romita, Pallotta, Ulcigrai, Gotter e Moro), durante l'incontro. Già nella commissione congiunta del mattino i consiglieri si erano appellati agli organi di stampa affinché si informassero i residenti che «i testi vanno inoltrati a Roma e non al Comune: il Ministero raccoglierà tutto il materiale, anche quello inviato oltre i termini».
Come specificato da Marcuzzi, che ha raccontato le modalità di nascita del Gruppo (“dopo il 19 agosto si è capito che bisognava mettersi assieme per affrontare il progetto in maniera unitaria”), «più cittadini possono presentare la stessa osservazione presso gli enti preposti». E al termine della serata qualche cittadino, condividendo alcuni passaggi, ha deciso di sottoscriverli. Trattenuto all'estero per impegni, ma in sala c'erano Véronique e Costanza, il principe Carlo della Torre e Tasso ha voluto che Marcuzzi leggesse una sua lettera in cui ribadisce la “posizione, rispetto a questo progetto, di piena contrarietà”. E “non si tratta di andare contro ad ogni cosa innovativa venga proposta”, né di “un attacco alle persone o a una persona in particolare, ma è una presa di posizione a salvaguardia del nostro territorio”.«Da quando abbiamo aperto il castello al pubblico – ha sottolineato -, nel 2003, sono entrate più di 650mila persone e la maggior parte di loro, al di là della bellezza architettonica e dei contenuti, hanno apprezzato particolarmente la vista e il fascino del nostro Golfo».
E ancora: «Mi chiedo: come si può perorare l’entrata del Carso nel patrimonio dell’Unesco,

cosa che peraltro apprezzo, approvando un progetto di questo genere?». Antoni ha invece esaminato in particolare gli aspetti paesaggistici inerenti al progetto. Mervic ha argomentato sulla sicurezza, mentre Sacher si è soffermato sulla questione acustica.